Redarre il documento di valutazione dei rischi è obbligatorio e vantaggioso, lo dice anche la corte di cassazione.

Sapevate che in caso di mancata valutazione dei rischi, l’azienda ha l’obbligo di assumere il dipendente a tempo indeterminato?

La mancata valutazione dei rischi trasforma un contratto di lavoro a termine in un contratto di lavoro a tempo indeterminato: così ha ribadito la Corte di Cassazione con l’ordinanza nr 21683 del 23 agosto 2019.

Con questo pronunciamento una lavoratrice assunta part time a tempo determinato si è vista trasformare il contratto a tempo indeterminato, all’inquadramento corretto e ad un risarcimento pari a 5 mensilità dell’ultima retribuzione globale.

La redazione del documento di valutazione dei rischi è un processo molto delicato, che consigliamo di affidare a personale esperto, in modo da evitare quanto successo a questa azienda, che è stata condannata per una scorretta predisposizione del documento.

Quali sono le motivazioni di questa condanna?

I Giudici della Suprema Corte hanno ribadito l’imperatività dell’art.3 del D.lgs 368/2001 che sancisce il divieto di stipulare contratti di lavoro subordinato a termine per le imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori “la cui ratio è diretta alla più intensa protezione dei lavoratori rispetto ai quali la flessibilità d’impiego riduce la familiarità con l’ambiente e gli strumenti di lavoro”.

Se il datore di lavoro non dimostra di aver provveduto alla valutazione dei rischi prima della stipulazione del contratto a tempo determinato, la clausola di apposizione del termine è nulla per cui il contratto si deve considerare a tempo indeterminato in base agli art. 1339 e 1419 del Codice Civile.

 

In sostanza, se lavori meno tempo, conosci molto meno il luogo di lavoro rispetto a chi lavora full time, e di riflesso ne conosci meno anche i rischi.

 

Noi crediamo fermamente nel valore della sicurezza sul lavoro, pertanto invitiamo tutti gli imprenditori e le aziende a prestare molta attenzione alla valutazione dei rischi, ma non solo.

Infatti, oltre alla gravità della mancanza della valutazione dei rischi, bisogna tener presente l’obbligo di designazione del RSPP Responsabile Sicurezza Prevenzione, punto ribadito dall’art 55 del Dlgs 81 2008, che punisce il datore di lavoro / amministratore delegato ad una pena da tre fino a sei mesi o con l’ammenda da 2500 a 6400 euro.

 

Contattateci per una consulenza senza impegno, saremo felici di valutare insieme a voi la situazione della vostra azienda e capire se state dando il giusto valore alla sicurezza.

Grillo Pier Felice

27 Settembre 2019

Redarre il documento di valutazione dei rischi è obbligatorio e vantaggioso

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