Gli errori da evitare nella “Valutazione dei rischi“

Ogni datore di lavoro è consapevole di dover stilare la Valutazione dei Rischi, ma quanti hanno davvero le competenze per farlo?

Innanzi tutto, bisogna ricordare che questo, è un documento con valore legale: se è redatto in modo sommario, incompleto o addirittura copiato da qualche file trovato su internet si può incorrere in severe sanzioni fino ad arrivare a responsabilità penali per il datore di lavoro in caso di infortunio. Ciò che ogni imprenditore deve tenere a mente mentre redige la Valutazione dei rischi è che questa è la colonna portante dell’intero sistema prevenzionistico, ed è proprio basandosi su questa che egli può orientare e promuovere la cultura della sicurezza all’interno della sua azienda.

All’art 2 punto Q del Dlg 81.2008 si trova la seguente definizione: “valutazione dei rischi: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza”.

Nell’intervento “Dati dall’osservazione delle ATS” curata da G. Zanoni (TDP – ATS Milano) sono riportate le principali carenze rilevate nella redazione di questo documento dalle Autorità in sede ispettiva. Gli aspetti apparentemente più critici possono essere riassunti in questo schema:

  1. I criteri adottati per la valutazione stessa
  2. Individuazione delle misure di prevenzione e protezione individuate per la sicurezza e la salute dei lavoratori stessi
  3. Il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza
  4. Le procedure per l’attuazione delle misure da realizzare nonché i ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere
  5. Il nominativo del RLS e del MC che ha partecipato alla Valutazione dei Rischi
  6. I nominativi degli addetti alla gestione emergenze -primo soccorso>>

 

 

La relatrice sottolinea con insistenza i casi in cui la Valutazione dei Rischi “non risponde in modo esaustivo” all’individuazione di tutti i rischi o delle informazioni utili a definire le procedure destinate all’esercizio dell’attività lavorativa in sicurezza. Tutto questo porta alla redazione di un documento insufficiente a cui vien meno la sua ragion d’essere: l’individuazione dei rischi

Tali errori, in sede processuale, prendono il nome di “culpa in agendo ed omittendo”, di cui il datore di lavoro è chiamato a risponderne come figura principale di garanzia (art 2087 c.c. – art 2 punto B del Dlgs 81.2008) quando dall’azione (difetto di diligenza, accortezza, competenza) o dall’omissione (la dimenticanza o la non curanza) sia derivato o stia per derivare un danno ad altri.

Trovare su internet società o professionisti che redigono DVR a prezzi stracciati è molto facile; al contempo si possono trovare altri che chiedono compensi maggiori: ma com’è possibile così evidenti differenze di prezzo?

La risposta è molto semplice: la qualità del servizio offerto:

  • non fare i sopralluoghi nei luoghi di lavoro o farli con Google Maps,
  • non intervistare il Rappresentante dei lavoratori o i lavoratori stessi,
  • non leggere le schede di sicurezza o i manuali di uso e manutenzione di attrezzature,
  • o ancora fare valutazioni dei rischi addomesticate per non far arrabbiare il cliente…

Sicuramente questi comportamenti velocizzano i processi e fanno risparmiare denaro, ma denotano scarso senso di responsabilità ed espongono il malcapitato datore di lavoro di turno a gravi rischi lavorativi ed economici.

La scelta oculata dei fornitori (qualificazione dei fornitori)  risulta, anche in questo caso, essere uno strumento utile e indispensabile per non incorrere nella scelta di società o professionisti poco seri o affidabili.

Grillo Pier Felice

9 Aprile 2020

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