Come si sceglie e nomina un RSPP?

 

Purtroppo nelle aziende viene spesso sottovalutato il ruolo dell’RSPP. Invece, la nomina del Responsabile Servizio Protezione e Prevenzione è un obbligo di legge che deriva dalle Direttive Europee recepite nel D. Lgs 81/2008. Sul luogo di lavoro è necessaria una figura che conosca bene i rischi connessi a ogni mansione, individui, misuri, elabori misure di prevenzione e protezione per eliminare o ridurre la probabilità che si verifichi un incidente. Capiamo però benissimo che, presi dalle attività quotidiane, nominare un RSPP rischia di passare in secondo piano almeno finché non ci si accorge che sarebbe stato meglio nominarne uno in tempo.
Ma è così difficile nominare un RSPP? Vi confessiamo che potrebbe non sembrare semplicissimo, anche per le diverse normative da rispettare, ma oggi vi spiegheremo come si sceglie un Responsabile e soprattutto potrete valutare se nominare una figura interna all’azienda oppure avvalervi di un consulente esterno per la sicurezza aziendale. Ma partiamo dall’inizio.

Che cos’è un RSPP?

RSPP è la sigla che identifica il Responsabile del Servizio Protezione e Prevenzione. Un RSPP deve analizzare e prevedere le situazioni di rischio che possono presentarsi in azienda. Ovviamente deve conoscere in maniera approfondita il settore nel quale si opera e avere un’adeguata preparazione in campo di sicurezza. Deve seguire 3 moduli di formazione:

  • Modulo A: Un modulo propedeutico, comune a tutti i settori (28 ore);
  • Modulo B: Serve per formarsi un un settore specifico (48 ore, con alcune ore aggiuntive per determinati settori);
  • Modulo C: di specializzazione per i rischi psicosociali, quelli legati alla turnazione, all’ergonomia e i rischi da stress correlato al lavoro (24 ore).

Capirete quindi bene che non ci si improvvisa RSPP. E per fortuna, mi sento di aggiungere, perché un buon RSPP può diventare un formidabile alleato del datore di lavoro. E, a proposito di questo, può il datore di lavoro essere anche RSPP?

Può il datore di lavoro essere anche RSPP?

In alcuni casi il datore di lavoro può essere anche RSPP. Vale soprattutto per le piccole e medie imprese, con queste limitazioni:

  • Aziende artigiane ed industriali con massimo 30 impiegati;
  • Aziende agricole e zootecniche, anche qui, con un massimo di 30 impiegati;
  • Aziende della pesca con un massimo di 20 impiegati;
  • Altre aziende, con meno di 200 impiegati;

Ciò non toglie che occorra anche in questo caso una formazione specifica, che viene erogata con corsi appositi. E, se ve lo state chiedendo, lavorare da tantissimi anni in un determinato settore non fa automaticamente di voi un buon RSPP. Non mi stancherò mai di dirlo, non ci si improvvisa esperti di sicurezza, e chi ci prova lo fa a rischio e pericolo non solo suo, ma soprattutto degli altri.

Perché scegliere un RSPP esterno?

Il vantaggio di avere un RSPP esterno all’azienda consente di avere un professionista che conosce perfettamente tutti i regolamenti, le normative e soprattutto ha uno sguardo attento alle procedure.

In molti casi avvalersi di un professionista può migliorare l’efficienza aziendale diminuendo il rischio che un qualsiasi incidente sul lavoro possa causare grossi problemi.

Inoltre, il RSPP esterno deve aver seguito dei corsi sulla sicurezza più approfonditi di quelli erogati alle figure interne, quindi può garantire una maggiore preparazione e diventare un perfetto alleato del datore di lavoro che potrà tranquillamente dedicarsi ai propri affari ben sapendo che ci sarà qualcuno ad aiutarlo per tutte le tematiche legate alla sicurezza, consentendo un risparmio di tempo e una maggiore efficienza.

Perché scegliere un RSPP interno?

Consigliamo di avvalersi di un RSPP interno quando si preferisce avere una figura di riferimento dedicata in maniera quasi esclusiva alla sicurezza all’interno dell’azienda a patto di fornirgli risorse, strumenti e tempo in maniera assidua eadeguata.

 

 

5 Dicembre 2018

Come si sceglie e nomina un RSPP?

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